E c’è un tempo.
Ci sarà un tempo riservato alle necessità.
Magari un tempo incastrato tra le due finestre che tu, indefesso, ti ostini a chiudere.
Un po’ per paura, un po’ per nostalgia e malinconia e un po’ per innocente e non voluta difesa.
E arriverà, nel dicibile silenzio, quella mano che, lenta, spalancherà le persiane, rendendo percettibile la veemenza del sole
il cui riflesso andrà ad accompagnare le paure nel sacro concerto
nell’inno dell’addio alla tristezza.





